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"La metà dell'infinito"... ovvero il livello di pesticidi che si potrebbero trovare nei prodotti da"Agricoltura Integrata".
Piani di Sviluppo rurale (2007-2013)... la finanziaria agricola per i prossimi 7 anni in dirittura d'arrivo.

Bisogna puntare solo al Biologico, Tradizionale, Italiano e al mercato locale... ...dopo aver sperperato "miliardi agroambientali europei" per fittizie o minime riduzioni di pesticidi attraverso la cosiddetta "Agricoltura Integrata".

Scandalo scaccia Scandali: Frutta , Verdure, Latte , Formaggi e Lasagne inquinate...
L'Italia tra il referendum sulla fecondazione assistita e quello sui Pesticidi (1992).

E' ormai improrogabile la necessità di inserire il limite massimo dei multiresidui di pesticidi negli alimenti... oltre ad una benedetta ricetta che ne regolamenti la vendita in campagna.
E smettiamola di prendere in giro i consumatori con la "Bufala dell'Agricoltura integrata" (perfettamente nella chimica), pubblicità ingannevole a danno dei consumatori (e dei produttori), senza nessun riferimento di legge.
Mentre gli italiani "subiscono" un referendum sulla fecondazione assistita, perché a un gran numero di maschietti "Latini" gli spermatozoi non scodinzolano abbastanza...
...o son diventati troppo pochi, per eccitare l'uovo a farsi fecondare, dopo aver subito decenni di alimentazione a base di soglie di "tolleranza" di Pesticidi, oggi per fare un figlio ti devi rivolgere (oltre che allo Spirito Santo) anche al biologo che ti improvetta il bimbo artificiale. Tanto che non sai più neanche se è tuo figlio, (il problema minore se volete) visto che di donatori di sperma, disposti a farsi "clonare" ce ne sono moltissimi... (anzi, qualcuno parla di esperimenti segreti sulla clonazione umana, grazie proprio alla fecondazione in provetta...).
Intanto... le multinazionali continuano indisturbate ad avvelenarci acqua, aria, cibi (e tutto il resto) con i loro pesticidi, per lo più semplicemente "inutili", venduti agli agricoltori da commercianti senza scrupoli e spesso "ignoranti".
Molte di queste sostanze fungono da ormoni artificiali (xeno-estrogeni) che, oltre a renderci sterili ... ci fan venire il cancro.
Ad esempio al seno e alle ovaie, nonché ai testicoli e chissà in quanti altri organi, com'è accertato scientificamente...
Tanto che oggi lo Pubblica anche la Repubblica... seppur con 10 anni di ritardo rispetto ad un articolo delle “Le Scienze (del Dic. 1995 !!).
E tutto ciò accade soprattutto a danno dei contadini... i primi spesso a lasciarci la pelle. Perché, ovviamente, non si ammazza l'agricoltura se non si ammazzano anche i contadini...
E i politici? Si son tutti "integrati"... nella grande distribuzione (la quale nel 2005 dimezza le vendite di prodotti biologici, nonostante i consumatori li richiedano fortemente e siamo in pieno boom della coltivazione biologica in Italia, con incrementi di vendite notevoli...) ...e si danno alla "Agricoltura integrata" (perfettamente, direi ...nella Chimica dei pesticidi !! ).
Si confeziona così in plastica abbondante la grande bufala per i consumatori, senza nessuna legge che stabilisce cosa sia... Solo dei variopinti, anacronistici ed eterogenei "disciplinari di produzione integrata", stabiliti dalle Regioni Italiane o dalla grande distribuzione, con l'aiuto di Parchi Tecnologici Agroalimentari, veri divoratori di fondi comunitari in consulenze. Disciplinari che nessuno è in grado di controllare nell'applicazione in quanto non c'è ne obbligo di fatturazione di tutti i pesticidi in commercio, ne tanto meno una ricetta che ne prescriva l'impiego. E se li andate a spulciare, vi rendete conto che si tratta per lo più di semplici elenchi di pesticidi ammessi per una certa coltivazione, spesso diversi da regione a regione (una spartizione del mercato da parte delle multinazionali agrochimiche?), in base ai quali vengono addirittura erogati contributi "Agroambientali" dell' Unione Europea... quelli per la "sostituzione" dei pesticidi.
Ciò non è conforme a quanto stabilito dalle norme comunitarie, che espressamente (nel Reg. 1257)... "non prevedono aiuti agroambientali per semplici riduzioni di pesticidi o concimi chimici", che non comportano ne aggravio di costi per l'azienda ne benefici ambientali significativi, e che non risultano controllabili.
Infatti la corretta definizione scientifica di Agricoltura Integrata prevederebbe l'obbligo di impiego di mezzi di difesa alternativi ai Pesticidi (Lotta Biologica con organismi utili, Sostanze di origine naturale, vegetali, minerali, resistenza varietale, lavorazioni agronomiche e diserbi meccanici, ecc.). Mentre l'uso della chimica dovrebbe essere" ridotto allo stretto necessario e sotto autorizzazione tecnica"... "in mancanza di soluzioni tecniche alternative", magari con una benedetta ricetta di cui sono al palo le proposte di legge (dai tempi del Referendum sui Pesticidi, ndr), con grande potenziale occupazionale di tecnici in campagna... almeno 20.000 da un ricerca dell'ENEA ISFOL.
Un premio agli agricoltori che usano le tecniche alternative, che si potrebbero "controllare in base alle fatture di acquisto dei mezzi ecologici di difesa", più costosi e benèfici per l'agroambiente, sarebbe a quel punto giustificato.
Andate a vedere invece quello che han combinato le regioni italiane nei Piani di sviluppo rurale 2000-2006... Ipotesi di distrazione, uso non conforme (truffe?) a danno dei fondi comunitari... fate voi (vedasi "SOS Agricoltura", Econauta, n°9).
Come è possibile che nessuno intervenga, nonostante numerose denunce agli organi e funzionari della Commissione Europea, ai TAR (Toscana), alla Corte dei Conti (Umbria) e al Ministero Politiche Agricole ?
Tra qualche mese saranno pronti, con il bene placido dei cosiddetti sindacati Agricoli (Coldiretti, Cia, Confagricoltura), il Nuovo Piani di Sviluppo Nazionale e i PSR regionali 2007-2013, una vera e propria "Finanziaria dell'Agricoltura Nazionale, Regionale ed Europea", stesa da dirigenti scaltri (e intoccabili)... e sottoscritti dai "politici di turno".
E' in corso la fase di "Concertazione obbligatoria" con Associazioni ambientaliste e del Biologico... le anticipazioni non fanno intravedere orizzonti rosei. Ci sarà da dar battaglia.
Mentre loro, i Politici, mangiano biologico... a partire dal buffet del Parlamento. E se lo possono sicuramente permettere... mentre ancora oggi non c’è un limite massimo per le diverse dosi di pesticidi che si sommano e che si possono ritrovare sugli alimenti… un vero attentato alla salute pubblica!!
Soprattutto a danno dei bambini piccoli, che si beccano dosi moltiplicate anche 10 volte, in quanto i singoli pesticidi ammessi negli alimenti son considerati rispetto al corpo di un adulto di 60 kg !!!
Ricordate il referendum sui pesticidi del '92? mancavano pochi voti per raggiungere il quorum...
A tal proposito, la pubblicità della Coop e di altre grandi distributrici alimentari... "garantiscono" che i loro "prodotti da Agricoltura Integrata hanno residui al di sotto del 50% di quanto previsto dalla legge" (?!)
...una legge che non prevede un limite per le sommatorie dei molti residui di pesticidi differenti che spesso si usano sulla stessa coltivazione... (con tanto di rispetto dei disciplinari "integrati" citati, vedasi inchiesta recente della rivista "Altroconsumo").
A quanto ammonta il 50% di qualcosa che è senza un limite?
Ai matematici l'ardua risposta... la metà dell'infinito?
Così può accadere, ad esempio, che una pera contiene il residuo di un pesticida al di sopra del limite di legge... (mettiamo risultato di 2 parti per milione, su un limite di tolleranza legale di 1 parte per milione) ma solo di quel residuo...
Mente un'altra pera ne contiene 10 diversi di residui... tutti al di sotto del 50% previsto dalla legge, per ogni singolo prodotto chimico che abbiamo spruzzato sulle stesse pere...
Facciamo le somme... supponiamo che si trovino 0,4 parti per milione di residuo, per ogni sostanza (mentre il limite legale è di 1 parte per milione)... per cui siamo al disotto del 50% previsto dalla legge.
Moltiplichiamo 0,4 x 10... arriviamo 4 parti per milione !!
Per cui la seconda pera, oltre ad essere legale, è addirittura "Integrata"... ma molto più inquinata della prima (!!!)... che risulta "fuorilegge".
La metà dell'infinito... la quantità di residui chimici che si possono trovare negli alimenti "da Agricoltura integrata", spacciati per puliti...
E' quello che si ritrova inoltre in molti prodotti convenzionali derivati dalla cosiddetta "agricoltura industriale" che ancora imperversa in Italia, fatta col petrolio (concimi,pesticidi,diserbant) invece del letame, alla faccia del protocollo di Kyoto e dell'effetto serra. Ad esempio, tanto per ricordare l'ultimo "scandalo-scaccia-scandali"... nelle lasagne, nella carne e nella frutta e verdura di molti prodotti venduti nei supermarkets-maxidiscount per "poveracci" (per quello che mangiano, ovviamente, che purtroppo spesso è correlato al reddito ...da fame o, meglio, ...da avvelenati).
Ma oggi per fortuna gli Italiani bocciano il referendum sulla fecondazione assistita: un buon segnale di intelligenza in movimento, istituzionalizzando, così, che se vuoi un figlio...
puoi rivolgerti direttamente al prete (per lo Spirito Santo, ovviamente) ... o, meglio, ai contadini biologici, che la moglie te la fanno anche mangiar bene !!!
Riusciremo a salvare i nostri figli?
Per ora... facciamo le corna.
Ma soprattutto, combattiamo la Chimica in campagna e nei piatti con una ricetta che ne regolamenti e limiti la vendita. Non è possibile che per l’acquisto di veleni pericolosissimi sia sufficiente il patentino dell'Agricoltore, mentre per un antibiotico per le pecore è necessario chiamare il Veterinario (ancora ieri sono morti altri due operai agricoli "extracomunitari?" in Sicilia, ndr).
Il mercato dei pesticidi in Italia continua ad essere molto prospero e le nostre Primavere spesso “Silenziose”, citando il famoso libro della Biologa Rachel Carson, apparso nel lontanissimo 1962, che consiglio a tutti di leggere, ancora attualissimo. Pensate al vantaggio enorme che ne ricaveremmo sulla spesa sanitaria nazionale che ha ormai superato i livelli di guardia.
Sorvegliamo Regioni, Ministero e funzionari europei, affinché non "interpretino" le norme della Politica “Agroambientale” Comunitaria, stravolgendole letteralmente come avvenuto sin'ora.
Dopo aver riconosciuto agli agricoltori il ruolo fondamentale di protettori dell’ambiente e della salute dei consumatori (multifunzionalità), forti aiuti Europei (600 €/ha per le colture erbacee e 900 €/ha per quelle arboree, attivi dal 1992 !! col Reg. CE 2078, ndr) consentirebbero una rapida riconversione dell’agricoltura italiana verso il biologico, se si pensa che il valore di un raccolto di grano ai prezzi attuali di 15-17 centesimi al kg!! (prezzi da fame) a volte è minore dell’aiuto europeo per il biologico, considerando la produzione media nazionale al di sotto dei 40 quintali/ha.
Ma solo poche regioni hanno erogato l'aiuto in forma piena, riducendolo spesso a un livello insufficiente e distraendo i coltivatori con sussidi quantomeno non conformi per "Integrarsi" nella Chimica.
Cosa Possono fare i consumatori, gli agricoltori e i tecnici indipendenti?
In Italia stiamo vivendo una situazione paradossale. Negli anni ’80 - ’90 sono state sviluppate tutte le tecnologie necessarie per una produzione Agroecologica avanzata e numerose ditte forniscono antiparassitari e fertilizzanti biologici, spesso più efficienti di quelli chimici (anche se un po’ più costosi), che garantiscono produzioni soddisfacenti e di migliore qualità nutrizionale. Gli agricoltori si stanno rendendo conto che l’agricoltura industriale basata solo sulla massima quantità è una trappola che comporta perdita di fertilità (humus) dei terreni, erosione, avvelenamento e malattie professionali. Oltre al fallimento economico, poiché da tutto il mondo si importano prodotti agricoli a prezzi sempre più bassi, sfruttando i paesi più poveri. Molti di essi, a partire dai più giovani, hanno pertanto imboccato la via d’uscita “biologica”, puntando sulla grande biodiversità e tipicità dell’agricoltura tradizionale Italiana, non senza difficoltà, ma con soddisfazione economica superiore, contribuendo alla “sanità degli esseri umani”.
Ma se è relativamente facile fare a meno della chimica, più difficile è liberarsi dalla fittissima rete dei “venditori di Pesticidi” che continuano a fare grossi affari sul 80% dell’agricoltura italiana, pressando continuamente gli agricoltori e inducendoli spesso a trattamenti chimici inutili e controproducenti, nel silenzio colpevole dei sindacati, che spesso ostacolano palesemente il passaggio degli agricoltori al Biologico.
Per fortuna, almeno fino al 2013, l’Unione Europea continuerà ad incentivare il passaggio all’Agricoltura Biologica… un’occasione assolutamente da non perdere per l’agricoltura italiana, soprattutto perchè nella prima fase di "Riconversione al Biologico", i produttori sopportano maggiori costi (che nella situazione di indebitamento generale per alcuni potrebbero essere fatali), senza poter vendere i prodotti come Bio-Certificati.
E, nonostante tutto, dal momento che sempre più consumatori cercano sul mercato alimenti “Bio-certificati”, il Biologico in campagna è in pieno boom.
Siamo il primo paese in Europa per superfici biologiche (oltre 1.300.000 Ha coltivati), grazie soprattutto all'Export, alle nuove forme di "filiera corta e vendita diretta" e ai nuovi consulenti Agroecologi che stanno nobilitando la loro professione, consentendo agli agricoltori di liberarsi della morsa micidiale di Commercianti senza scrupoli, Banche (che espropriano i terreni per pagare i debiti ) e Sindacati...
Con la mano lunga di nuovi latifondisti e Multinazionali che si spartiscono "l'eredità dei nonni" e che, in fondo al miraggio dell'Agricoltura, drogata dai fondi Europei di "sopravvivenza integrata"(che trasferiscono le nostre tasse a commercianti e industrie di Pesticidi, ndr) stanno scavando un Baratro, un'immensa voragine, ... la cloaca maxima dove intrappolare tutti: la trappola degli OGM, che attraverso il brevetto legano gli agricoltori alle Multinazionali...
fino alla seconda generazione (come da contratto Monsanto).
Purtroppo la grande distribuzione nazionale non ha puntato ancora seriamente al biologico e i prezzi pagati ai produttori spesso non sono adeguati alla qualità biologica.
Vorrei far riflettere sul fatto che basterebbero pochi centesimi di € in più agli agricoltori per sviluppare adeguatamente il settore. Ad esempio un pomodoro convenzionale da industria viene pagato si e no 5-7 centesimi al kg al produttore, mentre per uno biologico l’agricoltore “si accontenta” di 15-20 centesimi. Per il grano si passa dai 15-18 centesimi convenzionali, a un prezzo di soddisfazione di 25 cent per il biologico (30- 40 cent per le antiche varietà). Quale consumatore non pagherebbe sul mercato una differenza così piccola pur di alimentarsi con prodotti sicuri e di miglior valore nutrizionale, considerando il prezzo dei prodotti al consumo?
Eppure è molto difficile trovare acquirenti di “soddisfazione” sul "campo" per gli agricoltori biologici.
Contemporaneamente i prezzi al consumo sono spesso “gonfiati” così che l’alimentazione biologica finisce per essere considerata “di nicchia”, mentre invece dovrebbe essere la base di ogni programma sanitario nazionale. I dati parlano chiaro: siamo appena a un vergognoso 2-3% ca. del mercato alimentare italiano e la maggior parte dei nostri prodotti biologici son destinati all’esportazione, che per fortuna paga molto bene.
Ma c’è anche un’altra strada da percorrere, la cosiddetta “filiera corta” attraverso la vendita diretta in campagna, in “Bionegozi” o negli “Agriturismi” con vasto assortimento attraverso interscambio tra produttori locali. Macellerie aziendali, distributori diretti di latte fresco, ecc. Empori vari dove portare i nostri bambini a vedere che “l’uovo e le fragole non nascono al Supermercato”, facendosi nel contempo una bella passeggiata in campagna, naturalmente senza pesticidi nell’aria. E, perché no, raccogliersi direttamente ciliegie, ortaggi, frutta direttamente dalle piante, come hanno sperimentato alcuni produttori biologici (ottenendo un notevole sconto sul prodotto). O “adottando” un pezzo di coltivazione, una pecorella o il maialino, ovvero prenotando con pagamento anticipato una serie di prodotti biologici dal produttore più vicino. Altri produttori più organizzati ci consegnano direttamente a casa un cesto di frutta ed ortaggi feschi, la carne, i formaggi e il “pane di una volta” a prezzo superconveniente, senza spostamenti di macchine per fare la spesa. Diversi Agricoltori biologici aprono direttamente i loro negozi nella vicina città o paese e partecipano ai mercati periodici organizzati ad hoc. Puoi inoltre prenotare direttamente in internet, laddove la vendita con spedizione a domicilio dei prodotti biologici trasformati di lunga conservazione, rappresenta un mercato in notevole crescita.
Una sorta di “Bioregionalismo”, che si allarga ai materiali per la Bioedilizia e all’energia solare e rinnovabile.
Insomma, con un po’ di fantasia ed uno sforzo di idee ed organizzazione, son sicuro che riusciremo a contrastare gli ogm per riaffermare il diritto di ogni popolo alla sua sovranità alimentare.
Attenzione però, il nemico è forte, agguerrito ed organizzato e tutti noi insieme, con i nostri consumi consapevoli, “dobbiamo difendere con i denti” la Biodiversità e le tradizioni agroalimentari.
L'Importante è non dimenticarsi il motto…”Mangiacomeparli”.
Scegliamo allora tutti noi prodotti "Da agricoltura biologica", "certificati dall'ente di Controllo autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole", garanzia necessaria e sufficiente, anche se non ci trovate la Spighetta col logo Biologico Europeo, che è bellina, ma è una cosa in più, facoltativa per i produttori biologici, gli unici, beninteso, a tolleranza zero di OGM !!!
Nonostante il tentativo recente della Commis(t)ione Europea di modificare le norme del biologico, per aprire alle cosiddette soglie di (in)"tolleranza" di ogm (la solita storia di cui potete leggere sugli arretrati di Econauta, e sul sito www.mangiacomeparli.net. E di cui mi occuperò in un prossimo articolo, ndr).
Un Cavallo di Troia dal Naso Lungo e dalle Orecchie d'Asino, che vorrebbe aprire l'Europa alla "Coesistenza" con gli ogm... ovvero alla scomparsa di tutte le altre forme di agricoltura biologica e tradizionale che verrebbero contaminate irreversibilmente dal "polline brevettato".
Tutti noi, appena possibile, andiamo a fare la spesa direttamente in campagna nelle Biofattorie, guardando in faccia i contadini che ci vogliono bene.
Farà bene a noi, ma soprattutto ai nostri figli, sentire il buon profumo del letame maturo e capire che per mangiare... non serve comprare montagne di plastica che avvolgono cibi, spesso avvelenati.
Abbiamo allestito anche un punto d'incontro on line: www.mangiacomeparli.net, che necessiterà della collaborazione di tutti per svilupparsi come servizio pubblico.

PS… una nota storica…
Ai mercati generali di Roma nel 1950 arrivavano 50.000 contadini, oggi forse un migliaio di camion preconfezionati… siamo noi che scegliamo il nostro futuro?
... basta darsi un po' da fare...