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sabato 28 Ottobre 2006 "MANGIACOMEPARLI"nell'Inserto "D" (La Repubblica delle Donne) del quotidiano La Repubblica:
Pubblicato l'articolo "BIOREVOLUCION", sull'agricoltura biologica a Cuba, a cura di Stefania Romani,
con interviste a Luciano Rovesti e Giuseppe Altieri.

Agricoltura Biologica: Cuba, di necessità virtù; Italia, la virtù necessaria...
Un parallelo tra i due paesi e i punti chiave per uno sviluppo Agroecologico in Italia e in Europa.
Cosa Possono fare i consumatori?

1. Per agricoltura sostenibile (in questo caso a Cuba), si intende l’abbandono completo di sostanze chimiche, e l’utilizzo di bio-pesticidi e bio-fertilizzanti, corretto?

Esatto, ma non solo. Si intende innanzitutto l’abbandono delle immense monocolture ripetute negli anni che provocano la perdita di fertilità delle terre e l’insorgenza di malattie e insetti sempre più dannosi, con conseguente necessità di pesticidi. L’introduzione delle rotazioni colturali e delle consociazioni tra coltivazioni (ad esempio la coltivazione del caffè sotto la foresta , meglio ancora se combinata con i frutteti di Banane e Agrumi) aumenta la biodiversità dei campi coltivati, ottenendo nel contempo maggiori produzioni sull’unità di superficie e incremento degli organismi utili che difendono le coltivazioni dagli insetti dannosi. Un’altra consociazione intelligente, che ognuno di noi può sperimentare nel proprio orto, è ad es. il Mais con i Fagioli che gli si arrampicano intorno, inserendo tra le file delle piante di Zucchine e Zucche che vivono bene anche ombreggiate. Il Fagiolo produce azoto dall’atmosfera e lo fornisce al mais che così non ha bisogno di concime, mentre quest’ultimo funge da attrattivo per degli insetti utili che difendono il fagiolo dai parassiti. Inoltre l’agricoltura sostenibile deve essere equa, nel senso di fornire un reddito dignitoso agli agricoltori, garantendo prodotti sani, biologici e di elevato valore nutritivo con un prezzo giusto per il consumatore finale.

2. Cosa sono esattamente questi bio-preparati e come vengono prodotti dai contadini cubani?

Si tratta di Organismi utili, ovvero Insetti, Batteri, Funghi , Virus che vivono a spese di Insetti, funghi e altri patogeni dannosi per le piante. Le tecnologie di allevamento di questi “Antagonisti naturali” sono relativamente semplici, economicissime e a disposizione di tutti i popoli, in quanto non si tratta di organismi geneticamente modificati bensì di specie naturalmente presenti negli agroecosistemi. A Cuba ci sono per lo più delle Cooperative di produttori di Organismi utili che vengono venduti agli agricoltori a prezzi modici.
Esistono poi in commercio diversi Insetticidi vegetali, derivati ad es. dall’albero del Neem (pianta tropicale che in India è considerata sacra) che viene coltivato a Cuba, dal fiore del Piretro (una specie di margherita, prodotta per lo più in Kenya, dove esiste addirittura il Ministero del Piretro), dall’arbusto del Derris (un cespuglio tropicale che produce l’insetticida molto efficace chiamato Rotenone). Si tratta ovviamente di sostanze biodegradabili ed innocue per gli animali a sangue caldo.
Tra i biopreparati vanno annoverati inoltre i microrganismi che producono fertilità nel terreno, tra cui Batteri che portano azoto alle piante dall’atmosfera o che favoriscono l’assorbimento del Fosforo, Microrganismi che vivono in simbiosi con le radici delle piante ed altri che aiutano la decomposizione dei concimi organici e dell’humus.

3. Quali sono gli ortaggi e la frutta che i cubani producono attraverso l’agricoltura biologica?

Un pò tutti, cui vanno aggiunte moltissime piante aromatiche e medicinali, queste ultime di grande uso nella medicina tradizionale e moderna cubana.

4. E’ corretto dire che con un utilizzo su larga scala, oggi Cuba è il Paese con l’agricoltura più sostenibile ed ecologica del mondo?

Sicuramente l’esser stati costretti a rinunciare ai pesticidi nel giro di pochissimo tempo ha consentito ai Cubani di far decollare un vero e proprio programma nazionale di sviluppo Agroecologico, basato sul trasferimento e ruralizzazione di una vasta percentuale di popolazione. Le grandi aziende di stato sono state trasformate in cooperative di contadini, con incentivi alla popolazione che dalle città si fosse trasferita in campagna. Sono nate numerose biofabbriche per la produzione di organismi utili per la difesa delle coltivazioni. Ed è stata sviluppata su grande scala la potenzialità dei cosiddetti "Orti Urbani". Insomma Cuba, facendo di necessità virtù, ha di fatto dimostrato che non è certo l'agricoltura industriale e avvelenata delle grandi aziende centralizzate a risolvere il problema della sicurezza alimentare, bensì la distribuzione della terra al maggior numero possibile di agricoltori, unitamente all'applicazione di tecniche che conservano la fertilità della terra, producendo alimenti sani in modo distribuito sul territorio, attuando nel contempo una grossa economia sui trasporti (Bioregionalismo).

5. Dopo la crisi del ’91, sono diminuite anche le importazioni di petrolio e trattori. Cosa utilizzano adesso?

La mancanza di petrolio e di mezzi meccanici agricoli ha costretto i cubani ad usare parte del parco macchine per i pezzi di ricambio, recuperando nel contempo l’uso della trazione animale. I buoi infatti lavorano benissimo la terra, anche se più lentamente e contemporaneamente la arricchiscono con il letame prodotto, ma non consumano petrolio. Ed a fine carriera possiamo “rottamarli” in maniera eccellente “alla griglia”. Inoltre, bisogna considerare che le macchine possono entrare sui campi solo con il terreno ben asciutto, altrimenti rovinerebbero tutta la struttura del terreno a causa della pesantezza, mentre i buoi possono arare la terra anche con maggiore umidità, grazie al fatto che le zampe calpestano molto meno delle ruote o dei cingoli.

6. Nelle foto del servizio di Cuba ci sono diverse immagini di attività di lombricoltura. Potresti spiegarmi meglio come funziona e in che modo si collega all’agricoltura ecologica?

La lombrichicoltura rappresenta uno dei migliori modi di effettuare il compostaggio dei residui organici biodegradabili, di qualsiasi natura (Scarti di coltivazione e di cucina, paglie, potature sminuzzate, addirittura carta, ecc.). Il concime che si ottiene contiene miliardi di microrganismi per ogni cm cubico, utilissimi per la nutrizione radicale delle piante e per il trattenimento dell’acqua e dei sali minerali nel terreno. I lombrichi inoltre detossificano la terra e arieggiano le radici attraverso le miriadi di gallerie scavate, riportando in superficie gli elementi nutritivi dal sottosuolo. Insomma, il compostaggio della sostanza organica in azienda è una pratica da consigliare a tutti gli agricoltori del mondo, così come nella produzione ortofrutticola a livello familiare. Una tecnica oggi necessaria per aumentare l’humus del terreno e proteggerlo così dall’erosione, nel contempo effetto e causa delle sempre più frequenti alluvioni poiché i terreni non trattengono più l’acqua. Senza tener conto del risparmio economico ed energetico che si ottiene sostituendo i concimi chimici (oggi diventati costosissimi) con quelli organici.
Credo che l’attuale contingenza energetica, conseguente al caro petrolio, accelererà lo sviluppo mondiale dell’agricoltura biologica, e che il “modello Cubano” sarà esportato un po’ ovunque, in particolare nei paesi che vogliano risolvere il problema dell’autoapprovvigionamento alimentare.

7. I prodotti biologici coltivati vengono poi venduti nei mercati?

I prodotti coltivati vengono innanzitutto destinati all’autosostentamento delle famiglie contadine. Il governo cubano impone inoltre che il 10% della produzione venga destinato all’alimentazione dei bambini poveri o senza famiglia. Il resto viene venduto sui mercati locali o cittadini.
Esistono inoltre alcune interessanti esperienze di esportazione e commercio equo-solidale di prodotti biologici certificati cubani, quali succhi di frutta tropicali. Chissà che non arrivi presto qualche sigaro Avana “Bio”. Dico questo, anche se personalmente non sono un fumatore, per l’esperienza professionale che mi ha portato a mettere a punto la tecnica di coltivazione biologica del Sigaro Toscano e del tabacco in genere, nell’alta Val Tiberina, nell’interesse soprattutto dei coltivatori che spesso vengono indotti ad un uso massiccio di pesticidi su tale coltivazione, di cui si potrebbe fare a meno, e che comporta gravissime ripercussioni sanitarie tra i coltivatori della zona.

8. In che modo il Governo cubano sta supportando e incentivando il passaggio all’agricoltura sostenibile?

Innanzitutto con gli incentivi alla ri-ruralizzazione della popolazione. Molte famiglie cubane si sono trasferite in campagna con grande soddisfazione, ottenedo la possibilità di coltivare i terreni, un tempo delle grandi aziende di stato, con la possibilità di accedere al mercato. La ricerca agronomica, oltre alla formazione, spesso basata sull’insegnamento ai giovani da parte “dell’anziano della zona” mi consentono di affermare con forza che l’esperienza cubana dimostra soprattutto una cosa: mai come nell’agricoltura “il futuro è nella tradizione”. E nel futuro vorrei inserire anche i bambini, che nei paesi cosiddetti sviluppati, come l’Italia, sopportano dosi di pesticidi fino a 10 volte superiori, rispetto ad un adulto, considerando che i residui tollerati sono basati su un corpo di 60 kg e che ancora oggi non abbiamo inserito nella legislazione un limite massimo per la somma dei diversi residui delle centinaia di pesticidi che tuttora si trovano sul mercato.
Ecco, su questo il governo cubano ha fatto una scelta precisa, verso il biologico. E sarebbe interessante effettuare un confronto con Cuba tra la popolazione in genere e tra gli agricoltori, sull’incidenza di alcune malattie tumorali e del morbo di Parkinson, notoriamente legate ai pesticidi presenti negli alimenti o usati dai contadini.
Attenzione alla tentazione degli OGM… strumento di potere e controllo dei contadini e dei consumatori…. Più pericoloso della bomba atomica !!
Che si diffonde nel territorio con un esercito di semplici api nel vento…
Credo che oggi quella contro gli OGM sia la Guerra Mondiale che dobbiamo vincere tutti insieme. Contro gli interessi di pochissimi, che finirebbero tra l’altro anche essi per perdere la propria salute… insieme a quella del Pianeta vivente… l’estinzione… pensate… la fine della nascita…

9.  Un parallelo con la situazione in Italia.

In Italia oggi stiamo vivendo una situazione paradossale...
Negli anni ’80 -’90 sono state sviluppate tutte le tecnologie necessarie per una produzione Agroecologica avanzata. Numerose ditte forniscono antiparassitari e fertilizzanti biologici spesso più efficienti di quelli chimici (anche se un po’ più costosi), che garantiscono produzioni elevate e di migliore qualità nutrizionale. Voglio segnalare agli agricoltori insetti e microrganismi utili in grado di controllare numerose avversità delle piante divenute “resistenti” ai pesticidi chimici, gli insetticidi vegetali e i tradizionali anticrittogamici a base di rame e zolfo. Gli agricoltori si stanno rendendo conto che l’agricoltura industriale basata solo sulla massima quantità è una trappola che comporta perdita di fertilità (humus) dei terreni, erosione, avvelenamento e malattie professionali. Oltre al fallimento economico, poichè da tutto il mondo si importano prodotti a prezzi sempre più bassi sfruttando i paesi più poveri. Molti di essi, a partire dai più giovani, hanno pertanto imboccato la via d’uscita “biologica”, puntando sulla grande biodiversità e tipicità dell’agricoltura tradizionale Italiana, non senza difficoltà, ma con soddisfazione economica superiore, contribuendo alla “sanità degli esseri umani”.
Il Regolamento comunitario del 1991 stabilisce le norme dell’Agricoltura Biologica, che esclude i Pesticidi chimici ed è a tolleranza Zero OGM, a differenza degli alimenti convenzionali che possono contenere Ogm fino allo 0,9% senza etichettatura, un grosso rischio per i consumatori, dovuto a un irresponsabile provvedimento recente della UE.
Forti incentivi Europei “Agroambientali” (600 €/ha per le colture erbacee e 900 €/ha per quelle arboree), attivi dal 1992, consentirebbero una rapida riconversione dell’agricoltura italiana verso il biologico, se si pensa che il valore di un raccolto di grano ai prezzi attuali di 15 €/quintale (15 centesimi al kg!!... prezzi da fame) a volte è minore dell’aiuto europeo per il biologico, considerando una produzione media di 40 quintali/ha.
Ma la maggior parte della Regioni ha erogato contributi in forma ridotta (spesso in ritardo), e li ha destinati anche alle aziende che continuano ad usare pesticidi, inventandosi la cosiddetta “Agricoltura Integrata” (perfettamente nella chimica, ndr), i cui disciplinari sono “elenchi di Pesticidi” consentiti, senza una legge di riferimento né una soglia legale che stabilisca la dose massima della somma dei diversi residui chimici che si possono trovare sugli alimenti. Su tale argomento vi sono stati anche ricorsi ai TAR ed esposti ala Corte dei Conti, di cui si sono interessati i mass media nazionali (Report, Ambiente Italia, ndr) e si auspica una legislazione europea “meno interpretabile” e un maggior controllo da parte della UE, dopo aver riconosciuto agli agricoltori il ruolo fondamentale di protettori dell’ambiente e della salute dei consumatori (multifunzionalità).
Nonostante tutto siamo il primo paese in Europa per superfici biologiche, con oltre 1.000.000 di Ha coltivati (ca il 10% della superficie agricola nazionale) e sempre più consumatori cercano sul mercato alimenti “Bio-certificati” da uno dei numerosi enti di controllo che agiscono per conto del Ministero delle Politiche Agricole.
Ma se è relativamente facile fare a meno della chimica, più difficile è liberarsi dalla fittissima rete dei “venditori di Pesticidi” che continuano a fare grossi affari sul 90% dell’agricoltura italiana, pressando continuamente gli agricoltori e inducendoli spesso a trattamenti chimici inutili e controproducenti. Così moltissimi agricoltori ogni anno vendono la terra ai più grossi o alle banche per pagare i debiti o falliscono chiudendo le aziende, perchè con i prezzi attuali “convenzionali” non conviene coltivare. Per fortuna, almeno fino al 2013, l’unione europea continuerà ad incentivare il passaggio all’Agricoltura Biologica… un’occasione assolutamente da non perdere per l’agricoltura italiana.

10. Quali sono i punti chiave per uno sviluppo Agroecologico in Italia, come in Europa?

Innanzitutto l’adeguamento delle normative sui pesticidi. Non è possibile che ancora non sia prevista una ricetta per l’acquisto di veleni pericolosissimi (ancora ieri sono morti altri due operai agricoli in Sicilia, ndr) mentre per un antibiotico per le pecore è necessario chiamare il Veterinario. Il mercato dei pesticidi in Italia continua ad essere molto prospero e le nostre Primavere spesso “Silenziose”, citando il famoso libro della Biologa Rachel Carson, apparso nel lontanissimo 1962, che consiglio a tutti di leggere, attualissimo. In altri paesi del nord Europa (Danimarca, Svezia, Norvegia) si è fatto molto di più. Pensate al vantaggio enorme che ne ricaveremmo sulla spesa sanitaria nazionale che ha ormai superato i livelli di guardia.
E’ necessaria maggior coerenza sui programmi regionali agoambientali evitando di sperperare fondi senza una “contropartita biologica” da parte degli agricoltori, che pur hanno bisogno di un aiuto per affrontare la fare di riconversione al biologico, in quanto i primi anni il raccolto non viene certificato e va venduto sul mercato convenzionale.
Ed oggi occorre soprattutto mantenere gli OGM fuori dall’agricoltura europea, evitando le tentazioni della cosiddetta “Coesistenza”, vera e propria contraddizione in termini, dal momento che i semi transgenici geneticamente modificati contaminerebbero le altre varietà e in poco tempo non avremmo più i “prodotti biologici tradizionali” che sono la forza dell’agricoltura italiana. E’ per questo che la Corte Costituzionale ha di recente abolito le norme nazionali sulla coesistenza con gli ogm, su ricorso della Regione Marche. E ‘necessario inoltre mantenere la tolleranza zero di semi transgenici nelle sementi vendute in italia e in Europa, unico modo tra l’altro per prevenire e perseguitare le frodi.
A tal proposito, è semplicemente assurdo che i consumatori debbano accettare soglie di tolleranza di OGM importati, senza etichettatura degli alimenti, visti i recenti risultati delle ricerche della Dr. Malatesta di Urbino, sui rischi per la salute.
Anche se ciò paradossalmente incentiva l’acquisto di prodotti biologici, che sono a tolleranza zero OGM.

11. Cosa Possono fare i consumatori?

Purtroppo la grande distribuzione non ha puntato ancora seriamente al biologico. I prezzi pagati ai produttori spesso non sono adeguati alla qualità biologica. Vorrei far riflettere sul fatto che basterebbero pochi centesimi di € in più agli agricoltori per sviluppare adeguatamente il settore. Ad esempio un pomodoro convenzionale da industria viene pagato si e no 5-7 centesimi al kg al produttore, mentre per uno biologico l’agricoltore “si accontenta” di 15 centesimi. Per il grano si passa dai 15 cent. convenzionali, a un prezzo di soddisfazione di 20–22 cent per il biologico. Quale consumatore non pagherebbe sul mercato una differenza così piccola pur di alimentarsi con prodotti sicuri e di miglior valore nutrizionale, considerando il prezzo finale dei prodotti al consumo? Eppure è molto difficile trovare acquirenti di “soddisfazione” per gli agricoltori biologici. Contemporaneamente i prezzi al consumo sono spesso “gonfiati” così che l’alimentazione biologica finisce per essere considerata “di nicchia”, mentre invece dovrebbe essere la base di ogni programma sanitario nazionale. I dati parlano chiaro: siamo appena ad un vergognoso 1% ca. del mercato alimentare italiano e la maggior parte dei nostri prodotti biologici son destinati all’esportazione.
Ma c’è anche un’altra strada da percorrere, la cosiddetta “filiera corta” attraverso la vendita diretta in campagna, in “Bionegozi” o negli “Agriturismi” con vasto assortimento attraverso interscambio tra produttori locali. Macellerie aziendali, distributori diretti di latte fresco, ecc. Empori vari dove portare i nostri bambini a vedere che “l’uovo e le fragole non nascono al Supermercato”, facendosi nel contempo una bella passeggiata in campagna, naturalmente senza pesticidi nell’aria. E, perché no, raccogliersi direttamente ciliegie, ortaggi, frutta direttamente dalle piante, come hanno sperimentato alcuni produttori biologici (ottenendo un notevole sconto sul prodotto). O “adottando” un pezzo di coltivazione, una pecorella o il maialino, ovvero prenotando con pagamento anticipato una serie di prodotti biologici dal produttore più vicino. Altri produttori più organizzati ti consegnano direttamente a casa un cesto di frutta ed ortaggi feschi, la carne, i formaggi e il “pane di una volta” a prezzo superconveniente, senza spostamenti di macchine per fare la spesa. Diversi Agricoltori biologici aprono direttamente i loro negozi nella vicina città o paese e partecipano ai mercati periodici organizzati ad hoc. Puoi inoltre prenotare direttamente in internet, laddove la vendita con spedizione a domicilio dei prodotti biologici trasformati di lunga conservazione, rappresenta un mercato in notevole crescita.
Insomma una sorta di “Bioregionalismo”, che si allarga ai materali per la Bioedilizia e all’energia solare e rinnovabile.
La promozione della filiera corta in tutti i suoi aspetti fa parte di un Progetto pilota e di un marchio di “selezione” dei Prodotti Biologici della Tradizione Italiana denominati “MANGIACOMEPARLI”, avviato col contributo del Ministero Politiche Agricole, dal nostro Studio Agernova di Perugia che ha predisposto un portale internet (www.mangiacomeparli.net) . Un progetto che nella prima fase di sensibilizzazione ha portato all’allestimento di un Camper Laboratorio divulgativo, che ha operato anche attraverso il mondo dello sport.
La società del Chievo Verona, simbolo del calcio pulito, il cui Presidente è un Produttore di Pandori 100% Ogm free, è stata scelta per un’opera di sensibilizzazione all’alimentazione biologica degli atleti professionisti e dei giovani delle scuole calcio, attraverso la presentazione di prodotti biologici tradizionali di altissima qualità. Il Camper divulgativo ha seguito inoltre alcune partite del Chievo operando una sensibilizzazione generale fuori dagli stadi. Altre società come il Palermo Calcio e diversi calciatori professionisti oggi si riforniscono di prodotti biologici.
Insomma, con un po’ di fantasia ed uno sforzo di idee ed organizzazione, son sicuro che riusciremo a contrastare gli ogm per riaffermare il diritto di ogni popolo alla sua sovranità alimentare.
Attenzione però, il nemico è forte, agguerrito ed organizzato.
Ma tutti noi insieme, con i nostri consumi consapevoli, “difenderemo con i denti” la Biodiversità e le tradizioni agroalimentari. L’mportante è non dimenticarsi il motto…”Mangiacomeparli”.

PS… una nota storica…
Ai mercati generali di Roma nel 1950  arrivavano 50.000 contadini, oggi forse un migliaio di camions preconfezionati… siamo noi che scegliamo il nostro futuro?

Giuseppe Altieri