Mangiacomeparli: la cultura dell’Alimentazione Biologica Tradizionale Italiana - Mangiacomeparli: un mondo libero dagli OGM - Agroecologia: dalla tradizione... il futuro - Mangiacomeparli: portale per la vendita diretta di prodotti biologici e lo sviluppo di un' economia ecostenibile
TORNA ALL'ARCHIVIO NEWS!!
Di Soglia in Soglia... fino alla Soglia dell'inferno (transgenico)

OGM: Stupidità e Corruzione Inevitabili? Da dove arrivano le contaminazioni "inevitabili" da OGM negli alimenti biologici?

Dal momento che la soglia di tolleranza sulle sementi in Italia è zero assoluto, non si capisce come mai ci siano delle contaminazioni da OGM in produzioni agricole nazionali, e ancor peggio in quelle biologiche. Ciò è letteralmente impossibile:
- per legge, innanzitutto
- perché con le analisi di presenza assenza è possibile sequestrare ogni lotto di sementi contaminate (come avviene da alcuni anni, ndr, basta far bene i campionamenti...)
- perché basta comprare semente prodotta in Europa (Italia) e siamo sicuramente OGM free

Pertanto, se non vogliamo perdere ed, anzi, vogliamo prendere al volo l'occasione per l'Italia di produrre alimenti biologici 100% OGM free ...dobbiamo sapere che ciò è innanzitutto facile e rappresenta nel contempo un'opportunità più unica che rara di conquista dei mercati di qualità Europei e Internazionali.
La cosa di cui hanno più paura le multinazionali del transgenico... e gli operatori del finto biologico contaminato da quegli OGM ...che nessuno vuol mangiare laddove, proprio per questo, moltissimi scelgono sempre più spesso il biologico... perché , per legge, è 100% OGM free.
Allora, gli OGM nel biologico ...da dove arrivano?
Dalle "importazioni" di prodotti non biologici, ovvero non al 100% OGM free, ovviamente... (con il beneplacito di qualche organismo di controllo che non fa il proprio dovere) ...che vengono mischiati a quelli biologici da qualche industria del settore che, probabilmente, ha il preciso scopo di..."distruggere il settore biologico" o, semplicemente, è incauta e distrugge solo se stessa. Signori, se qualcuno importa derrate biologiche contaminate da OGM, vuol dire che non erano biologiche, o che qualcuno all'estero non ha fatto bene i controlli sulle sementi che le hanno prodotte o, semplicemente ha voluto rischiare, acquistando sementi o prodotti biologici da paesi che coltivano OGM (pochissimi ad oggi, ndr, ricordo che il pianeta è ancora al 95% OGM free!!!), ...oppure che lungo la filiera i prodotti biologici sono stati miscelati con altri non biologici, che grazie alla soglia dello 0,9% di (in)tolleranza (come mi piace chiamarla, viste le conseguenze sulla salute degli OGM) senza etichettatura, contaminano anche il settore biologico... (laddove qualcuno consente di miscelare una percentuale di prodotti non biologici in quelli biologici, ndr) ...come il sottoscritto da tempo aveva previsto (vedasi l'intervista sul quotidiano il Manifesto del 5 agosto 2003 "l'Inganno dietro lo scaffale").
Se qualcuno non è in grado di produrre alimenti biologici 100% OGM free... semplicemente, non li può etichettare!!! Per legge!!!
Di soglia in soglia, attraverso le soglie di tolleranza per favorire i furbi, vuoi vedere che va a finire che un giorno le soglie diventeranno "inevitabili"? Ovvero saranno legalizzate anche nel biologico? No, signori, qui si confonde la causa con l'effetto, o meglio, essi coincidono...
Non sono le contaminazioni che comportano le soglie di tolleranza, bensì le soglie di tolleranza che consentono e, pertanto, producono le contaminazioni da OGM, le quali sono tutt'altro che inevitabili, anzi vanno meticolosamente evitate, se non vogliamo che un giorno, veramente, finiamo per essere contaminati senza possibilità di scelta.
Siamo di fronte a un cavallo di Troia dal naso lungo e dalle orecchie d'Asino, che non conosce neanche la matematica.
Presenza o assenza: faccio l'analisi, se trovo presenza di OGM... sequestro i semi e vieto di etichettare gli alimenti come biologici... semplice come l'acqua pura.
Chiaro e limpido, non è vero?
Voglio provocarvi. Immaginatevi l'OGM come una bella donna che vi chiama... una sirena con l'Aids... inevitabile?
Suvvia, svegliamoci dall'incantesimo!!!
Di Soglia in Soglia... qualcuno vuol portarci fino alla soglia dell'inferno, quell'inferno transgenico da cui qualcuno di voi, operatori del biologico, probabilmente non riesce a uscire, dimenticando la luce e accettando una sconfitta senza nemmeno lottare, incapace di vedere quello che c'è appena al di là del proprio, seppur lungo, naso... il paradiso terrestre biologico 100% OGM free che la natura ha lasciato in custodia particolare ai figli della Agricultura Italiana. Affinché godano di questa ricchezza inestimabile.
Così da poter finalmente risorgere dalle proprie macerie, dopo il massacro operato dai Consorzi agrari e dai commercianti di pesticidi (con il beneplacito interessato delle associazioni di categoria e delle banche convenzionate, che hanno indebitato fino alle mutande gli agricoltori).
Totò direbbe... non c'è differenza tra stupidità e corruzione, infatti!
Solo gli stupidi si lasciano corrompere, perdendo la loro purezza anche solo di quella piccola parte che significa la "sostanza", finchè un giorno non arriveranno alla soglia di un abisso e non potranno far altro che buttarsi giù nel loro inferno.
E, ben inteso, mi rivolgo alle associazioni del Biologico e dei Consumatori, in primis.
Forza ragazzi, che tutti insieme ce la faremo... un po' prima della soglia (del baratro).
Noi intanto continueremo a produrre e riprodurre alimenti biologici 100% OGM free e nessuno potrà impedircelo, perché ce lo ha chiesto il destino... ....quello dei nostri figli.
E, come disse Leonardo Da Vinci: "Chi non punisce il male, comanda che si facci".

Giuseppe Altieri


Da Roberto Pinton

Pochi piccoli produttori biologici analizzano direttamente le loro produzioni di mais e soia, ma trattandosi di produzioni "a rischio" le analisi sono frequenti a cura degli organismi di controllo, in particolare in aree in cui l'eventuale inquinamento può sembrare più probabile.
Provvedono di norma ad analisi dei lotti in entrata e in uscita le imprese maggiori (lo chiedono i clienti), quelle di trasformazione e i mangimifici.
Nessun azienda e nessun organismo di controllo dispone di un proprio laboratorio attrezzato per individuare OGM e tutti si rivolgono a laboratori accreditati Sinal (e pagano valanghe di quattrini, il cui costo inevitabilmente viene spalmato sui prodotti) Da queste analisi (dirette dell'agricoltore + dirette del trasformatore +organismo di controllo), nonostante tutte le cautele e le attenzioni, si riscontra anche in Italia qualche contaminazione, ma di gran lunga sotto la soglia dello 0.9%, tant'è che gli organismi di controllo hanno concordato in ambito Sincert (l'authority che accredita gli organismi di certificazione di tutti i settori) di considerare "accidentale" una contaminazione fino allo 0,1% (ossia: se il prodotto è contaminato allo 0.05% può essere venduto come biologico).
La soglia dello 0.9% è considerata ingiustificata da tutti (aziende, organismi di controllo, organizzazioni degli agricoltori). Federbio (l'organizzazione unitaria del settore), premesso che l'unico modo per evitare le contaminazioni da OGM è non autorizzare gli OGM, ha contestato lo 0.9% e ha chiesto di prevedere una soglia massima dello 0.1%, la soglia che da tempo è legge in Austria e Germania. Fermo restando il desiderio di tutti di una contaminazione zero, se non si stabilisce una soglia pari a quella adottata dagli altri partner c'è il rischio (è accaduto) che un'impresa italiana che acquista in Austria del mais con tanto di certificato statale di analisi che lo dichiara OGM free, se lo trovi contaminato dello 0.05 senza poterlo rispedire al mittente, in quanto per il venditore è del tutto regolare. Ridurre la soglia allo 0.1% è anche la richiesta di Anabio (l'associazione dei produttori biologici aderenti alla CIA, Confederazione italiana degli agricoltori) e delle cooperative di produzione biologica francesi.
La particolarità del settore biologico (filiere separate, abitudine delle aziende alla tracciabilità e all'autocontrollo ben prima delle norme europee) rendono la soglia dello 0.1% praticabile.
Le aziende italiane preferirebbero al di là di ogni dubbio una tolleranza zero, ma hanno la terribile paura che si riproponga anche in Italia quanto sta accadendo in Spagna (dove c'è una piccola produzione autorizzata di mais OGM): in Aragona il 40% dei campioni di mais biologico risulta contaminato, con una percentuale che va dal 0,23% al 1,9%, con contaminazione che corrisponde a geni introdotti in mais ibridi commercializzati da diverse imprese multinazionali. Queste percentuali impongono il ritiro del marchio al prodotto e l'impossibilità di commercializzarlo, con danni enormi alle aziende (solo in Danimarca c'è una legge per cui le aziende che intendono seminare OGM pagano una tassa che alimenta un fondo per indennizzare le aziende che subissero contaminazione).
Il ragionamento delle aziende italiane, stringendo, è il seguente:
a) non vogliamo gli OGM, si è già dimostrato che la coesistenza è impossibile, se il legislatore insiste è assolutamente incosciente;
b) se il legislatore incosciente autorizzerà le coltivazioni OGM senza prevedere enormi distanze di rispetto, sarà inevitabile che gli altri campi (biologici e non) vengano contaminati;
c) a questo punto il legislatore incosciente deve prevedere degli indennizzi per il raccolto che perdiamo (non può certo pretendere che siamo noi a farci carico del problema, con chi fa OGM che guadagna e chi non li vuole ma ne è contaminato che deve chiudere l'azienda);
d) se il legislatore incosciente non vuole prevedere degli indennizzi a carico delle aziende che seminano e producano OGM, deve almeno stabilire una soglia di contaminazione (che non è assolutamente "accidentale", ma che è semplicemente "inevitabile") che, assieme a tutte le nostre cautele abituali e a quelle nuove che inventeremo, ci consenta di tenere aperte le aziende;
e) si vede che il legislatore europeo non capisce niente, lo 0.9% non ha senso: lavorando bene (e con buone norme sulle distanze) basta molto meno, tant'è che proponiamo lo 0.1%.
Comunque, tranquilli: non si tratta di un regolamento, ma di una proposta della Commissione al Consiglio per un futuro regolamento, che non verà approvato prima di un anno, e che troverà il Consiglio notevoli ostacoli. Se sull'autorizzazione agli OGM la Commissione può sostituirsi al Consiglio quando non si raggiunge una maggioranza qualificata, su un regolamento non ha questa facoltà, e l'attuale maggioranza in Consiglio non sembra di quelle propense ad accettare una contaminazione dello 0.9%.

Roberto Pinton www.greenplanet.net
messaggio pubblicato su nobiotech
Da roberto pinton - r.pinton@greenplanet.net