Premessa
La commissione Europea ci prova ancora... fermiamola... e, già che ci siamo, se i commissari non rappresentano i cittadini... cambiamo le regole dell'UE.
...prima di arrivare alla Dittatura Transgenica nelle mani delle Multinazionali. Con grande preoccupazione leggo l'articolo di un rappresentante Ifoam - Aiab sul nuovo regolamento UE per l'agricoltura biologica (Ancora in Bozza per fortuna...). Il regolamento prevede soglie di tolleranza di ogm negli alimenti biologici ...proprio quegli ogm che il consumatore non vuol mangiare, per cui oggi sceglie i prodotti biologici.
Prove generali di dittatura transgenica? Ovvero la distruzione e disintegrazione di tutta l'agricoltura biologica... l'obiettivo delle multinazionali ...disintegrare l'Agricoltura Biologica (la possibilità di sviluppo di tutta l'agricoltura tradizionale Europea legata al territorio) oggi in pieno boom... e passare all'Agricoltura "Integrata" al 100% nella chimica e sottoposta ai brevetti delle sementi transgeniche che contaminerebbero tutto il resto in breve tempo (con i diritti di proprietà applicati anche ai discendenti degli agricoltori)... (dis)integrando così i contadini ... e i consumatori, trasformati tutti in schiavi delle multinazionali e porci da ingozzare, ammalare e infine "curare" con le medicine delle stesse multinazionali produttrici di pesticidi e ogm.
Finche non avranno più una lira in banca, dopo di che... una bella tassa sulla tomba e sulla successione che i figli pagheranno, così come i diritti di brevetto sui semi, che si applicano anche agli eredi, nel caso che il padre li acquisti anche solo una volta.
Ho ripetutto più volte che la partita sugli ogm non ha prezzo... la contropartita è il controllo totale dell'alimentazione del pianeta... mobilitiamoci !!!
...prima che ci fottano tutti, scusate il termine ma è l'unico appropriato.
Intanto un rappresentante del Biologico come il Signore Triantafyllidis che firma l'articolo seguente, invece di scrivere le cose con chiarezza e con gli opportuni toni... confonde i lettori.
Gli ricordo che il valore zero non è uguale a 0,9% e non esiste nessuna soglia di tolleranza che corrisponda alla "assenza" di ogm.
Inoltre, la normativa "seria" di coesistenza con gli OGM, auspicata dal sig Trinatafyllidis... semplicemente non potrà mai esistere, in quanto coltivare gli ogm significa contaminare tutto con il polline e i trasporti dei semi... (vedasi i dati spagnoli sugli esperimenti col Mais e la fine che hanno fatto i coltivatori biologici vicini, che
han perso certificazione e contributi comunitari).
Lo ha sentenziato anche la Corte Costituzionale Italiana, legittimando le Regioni OGM free e Abrogando le norme di Coesistenza del Governo Berlusconi - Alemanno (Lege 5).
A tal proposito, siccome in Italia gli ogm non si coltivano, non c'è bisogno di parlare di soglia inevitabile di contaminazione di ogm negli alimenti... basta non coltivarli e non mischiare i prodotti eventualemte importati da paesi terzi con i prodotti biologici. Sarebbe anche il caso di evitare soglie di tolleranza anche negli alimenti convenzionali, che attualmente possono essere contaminati allo 0,9% senza etichettatura della presenza di ogm, un vero e proprio esperimento di massa a rischio dei consumatori (l'80% non ne vuol sapere di mangiare ogm), che in ogni caso si possono ancora difendere acquistando prodotti biologici.
Posso incatenarmi al Ministero Agricoltura se volete, basta che qualcuno mi porti da mangiare... e mi garantisca i controlli su quel che mangio.
Allego mio articolo scientifico sulla questione ogm e il commento ad una pagina del Il Manifesto di Luca Fazio.
Lancio un appello per una grande manifestazione di tutti gli agricoltori biologici e dei consumatori per proteggere l'Europa dagli OGM (L'Italia almeno...)
E UN REFERENDUM ABROGATIVO DELLE SOGLIE DI TOLLERANZA DI OGM (IN QUALSIASI ALIMENTO) E DELLE NORME DI COSIDDETTA COESISTENZA CON GLI OGM
Non deleghiamo a nessuno il futuro dei nostri figli !!
.....e soprattutto diffondete tra i vostri associati/clienti/conoscenti... dieci mails a testa... come la catena di S. Antonio...
proviamo a fare qualcosa prima che sia troppo tardi?
Prof. Giuseppe Altieri (curriculuum sul sito www.agernova.it/vecchio sito)
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IL CAV(I)LLO DI TROIA (con il naso lungo e le orecchie d'Asino)
Soglie di (in)"tolleranza" di ogm negli alimenti biologici e nelle sementi?
Prove generali di dittatura transgenica agroalimentare.
Ma la matematica, per fortuna, non è una opinione... e ci viene in aiuto.
Giuseppe Altieri - Copyright Artecology 2006
La Commissione Europea si affanna sotto le pressioni asfissianti delle Multinazionali e propone le solite soglie di (in)"tolleranza" per la presenza degli ogm, questa volta addirittura sugli alimenti biologici e sulle sementi per le coltivazioni. Ovviamente, siccome gli ogm contaminerebbero irreversibilmente le altre forme di coltivazione, la "Coesistenza" di coltivazione con gli ogm presuppone che non ci sarebbero più coltivazioni ogm free? Ed è proprio questo l'unico vero scopo delle Multinazionali che cercano di imporre il loro monopolio sull'agricoltura e il cibo, attraverso brevetti sugli ogm, contaminazioni irreversibili dell'ambiente e delle altre forme di coltivazione e soglie di tolleranza senza etichettatura della presenza di ogm, di modo che i consumatori non possano più scegliere liberamente.
Come si può parlare pertanto di "Coesistenza"? Infatti, la recentissima sentenza della Corte Costituzionale, sul ricorso presentato dalla Regione Marche (ogm free) e sostenuto dall'Asseme (Ass. Sementieri Mediterranei), ha praticamente abolito la legge 5 che prevedeva le Regioni dovessero allestire piani di "Coesistenza" di coltivazione con gli ogm, ribadendo che, se vogliamo avere sul mercato la "coesistenza di merci contenenti ogm" e prodotti biologici, tipici, altri prodotti 100% ogm free... non si possono coltivare ogm in Italia e le Regioni fanno bene a dichiararsi "libere da ogm".
Mettere delle soglie di tolleranza di ogm nelle sementi e negli alimenti biologici (oggi 100% ogm free) significherebbe invece dare la possibilità di coltivare ogm e contaminare in breve tempo tutta l'agricoltura tradizionale europea . Soprattutto significherebbe la distruzione dell'agricoltura biologica, che sta rapidamente conquistando con i suoi prodotti i mercati di tutto il mondo, proprio perchè rigorosamente liberi da ogm, che i consumatori assolutamente non vogliono mangiare (80- 90% dei consumatori).
Un Cavallo di Troia, dal naso lungo... e dalle orecchie d'asino.
Una proposta di "mediazione truffaldina" fatta da alcuni "ecologisti" e dalla "CIA" (il sindacato agricolo, beninteso...) alla Commissione Europea prevede che le soglie di tolleranza negli alimenti biologici corrispondano ai livelli minimi di presenza rilevabile alle analisi di presenza di ogm, definite col valore di 0,1% (e nelle sementi?).
Ma questo è un valore maggiore di Zero !! La matematica per fortuna ci viene in aiuto per risolvere l'illogicità di alcune politiche.
Allora, se rilevo presenza di ogm nel biologico e nei semi di qualsiasi tipo, laddove gli ogm non ci devono stare (altrimenti contaminerebbero tutto), a cosa servono le soglie di tolleranza?
O si accetta irreversibilmente che tutto diventi ogm, con la cosiddetta "Coesistenza di coltivazioni" (contraddizione in termini) e le conseguenti soglie di tolleranza senza etichette (cose legate a doppia mandata in relazione di causa ed effetto)... o no.
Semplice... forse troppo.
Qualcuno forse non ha ancora capito che gli organismi transgenici sfuggono sia alla politica che alle mediazioni, come tutte le dittature che semplicemente impongono se stesse.
Cerchiamo invece di darci da fare per abolire le soglie di tolleranza di ogm in tutti gli alimenti (oggi quelli convenzionali possono contenerne fino allo 0,9% senza necessità di etichettatura), cosi com'è per quelli biologici (oggi al 100% liberi da ogm e, guarda caso, scelti sempre più dai consumatori). Ed etichettiamo le presenze anche di "tracce di ogm", rilevabili alle analisi di presenza/assenza, affinchè i consumatori possano scegliere se mangiarli o meno gli ogm.
Se proprio li vogliamo importare e mettere sul mercato (unica forma di coesistenza possibile), nonostante gli accertati rischi per la salute e in barba al "Principio di Precauzione" (una norma fondante dell'UE), visti i danni accertati e i rischi potenziali per la salute.
Altrimenti, a forza di soglie di tolleranza ...diventeremo tutti intolleranti.
Ma facciamo un esempio pratico per schiarirci le idee.
Matematicamente, la soglia di rilevazione analitica di "presenza" degli ogm corrisponde a "qualsiasi valore sopra Zero". E non allo 0,1% (che corrisponderebbe a 1:1.000 semi o a una parte su 1.000 negli alimenti in generale, cioè 1 grammo per kilogrammo). Infatti, se il campione d'analisi è di 3.000 semi (come, per legge, in Italia), per trovare positività alle analisi è sufficiente la presenza di 1 solo seme OGM = 0,03% (con analisi PCR qualitativa); se troviamo 2 semi OGM sui 3.000 del campione, abbiamo un valore di 0,06%; se ne troviamo 3 su 3.000, abbiamo il valore 0,1%. Se questo valore 0,1% venisse assunto come soglia di tolleranza, una contaminazione di 2 semi OGM su 3.000 verrebbe legalizzata e sarebbe sufficiente a contaminare tutta l'agricoltura Europea in breve tempo, vanificando lo stesso concetto di coesistenza, in quanto tutte le coltivazioni conterrebbero ogm. Non dimentichiamo quello che è accaduto su scala mondiale con le contaminazioni da ogm nel riso (basta una pianta per produrre milioni di granelli di polline transgenico). Se il campione d'analisi fosse di 10.000 semi, come qualcuno addirittura propone, la presenza di 1 seme ogm darebbe un valore di 0,01%, sufficiente alla determinazione della contaminazione con le analisi qualitative PCR, per le quali basta che ci sia un solo dna ogm nel campione da analizzare. In questo caso, se accettassimo delle soglie di tolleranza allo 0,1% potremmo avere addirittura 9 semi GM su 10.000 ...legalizzati !! Sarebbe la manna per una ditta che vorrebbe imporre i propri semi brevettati, contaminando tutte le altre filiere.
E negli alimenti è sufficiente la presenza di una sola particella transgenica per verificarne la contaminazione, anche se in misura infinitesima... Importante è che sia presente nel campione di analisi. E ciò dipenderà da come preleviamo i campioni e dal numero di campioni analizzati (più ne analizziamo e maggiore sarà la probabilità di rintracciare le eventuali contaminazioni da ogm).
E allora cerchiamo di fare molta attenzione... gli ogm possono sfuggire alla politica ma non alla matematica, che per fortuna non è una opinione.
A proposito di opinione, ricorderei che quella pubblica è almeno all'80% contraria agli ogm.
No, pertanto, alla "Politica" delle soglie di tolleranza e Si alle etichettature di qualsiasi livello di presenza di ogm negli alimenti e divieto assoluto di semine di ogm e di contaminazione qualsiasi delle sementi.
Ed alimenti Biologici rigorosamente liberi da ogm al 100%.
Tra l'altro, la tolleranza Zero è l'unica che può garantire la cosiddetta coesistenza sul mercato tra "alimenti" ogm eventualmente importati ed alimenti biologici e tradizionali Europei ed Italiani, 100% ogm free.
Altrimenti tutto diventerà contaminato e nulla sarà più puro... ci saranno solo gli Ogm. E il cibo, forse, a causa dei diritti di brevetto, diventerà un lusso.
Oggi siamo a un bivio: biologico o transgenico.
I popoli hanno già scelto e l'unica via per il progresso è quella indicata dalla Tradizione.
Il Bio è l'alternativa sanitaria che sta conquistando il mondo e può salvare l'umanità dall'avvelenamento dei pesticidi e da quello irreversibile degli ogm.
Di sicuro, finchè il Biologico resterà puro i consumatori potranno scegliere liberamente se mangiare o meno ogm che non potranno essere coltivati in Europa.
Ma un "Cav(i)llo di Troia" si aggira per L'Europa... Commissione Europea o dittatura transgenica?
Siamo ottimisti, l'Agroecologia trionferà e, con essa, l'intelligenza umana.
E Ulisse potrà godersi in pace, come ognuno di noi, la sua Itaca, così come ce l'hanno lasciata i saggi padri, ben sapendo che la terra non è solo una loro eredità, ma un prestito dei figli.
Ma... se negli uomini non ci fosse più spazio per l'intelligenza?
ps...
Le notizie sono preoccupanti: "Il Futuro terribile è arrivato?"
In una recente riunione del Consiglio dei Ministri Agricoli Europei è stato approvata la bozza di modifica del regolamento sull'Agricoltura Biologica che prevede la soglia dello 0,9% transgenico anche per l'agricoltura biologica... proprio quegli ogm che il consumatore non vuol mangiare, per cui sceglie i prodotti biologici.
L'obiettivo palese delle multinazionali è quello di disintegrare l'Agricoltura Biologica (la possibilità di sviluppo di tutta l'agricoltura tradizionale Europea legata al territorio) oggi in pieno boom... e passare all'Agricoltura "Integrata" al 100% nella chimica e sottoposta ai brevetti delle sementi transgeniche che contaminerebbero tutto il resto in breve tempo (con diritti di proprietà applicati anche ai discendenti degli agricoltori).
Dis-integrando così contadini e consumatori, trasformati tutti in dipendenti (schiavi) delle multinazionali e animali (porci) da ingozzare, ammalare e infine "curare" con le medicine delle stesse multinazionali produttrici di pesticidi e ogm. Finche non avranno più una lira in banca, dopo di che... una bella tassa sulla tomba e sulla successione che i figli pagheranno, così come i diritti di brevetto sui semi, che si applicano anche agli eredi, nel caso che il padre li acquisti anche solo una volta.
Ho ripetutto più volte che la partita sugli ogm non ha prezzo... la contropartita è il controllo totale dell'alimentazione del pianeta... mobilitiamoci !!!
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Revisione Regolamento 2092/91 I giochi sono fatti? (fonte Bioagricultura)
A distanza di un anno, e dopo lunghe e dibattute negoziazioni, la bozza di revisione del Regolamento europeo sull’agricoltura biologica (2092/91) ha trovato un accordo di massima e di principio nel Consiglio dei Ministri dell’agricoltura del 19 dicembre scorso. Cosa significa? Chi ha vinto tra la Commissione e l’alleata Presidenza Finlandese da una parte e il movimento bio europeo (IFOAM EU) e alcuni Stati Membri (Germania e Francia) dall’altra? Cosa c’è e cosa manca nel nuovo testo e quali passi si debbono ancora compiere prima di arrivare alla sua piena approvazione. Cosa si può ancora fare per migliorarlo
ALESSANDRO TRIANTAFYLLIDIS
Chi ha vinto nello scontro, sia di merito che di metodo, sulla revisione del Regolamento 2092/91? Molto probabilmente “lo scopriremo - anche noi - solo vivendo”. Diciamo che è finita patta nel gergo degli scacchi, o 1-1 nel gergo calcistico. La Commissione ha giocato in trasferta però. Infatti, questo accordo significa che l’approvazione del Regolamento sul biologico passerà al prossimo semestre della presidenza tedesca della Commissione, solo però per la definizione degli aspetti tecnici e di quelli attuativi. Di fatto, vi è stato un accordo politico, e la bozza di regolamento “approvata” il 19 dicembre 2006 non potrà quindi essere stravolta e non tornerà ancora in discussione nel suo complesso in Consiglio Agricoltura. Così recita il comunicato del Consiglio Agricoltura UE del 19/12/2006: “La Presidenza ha acquisito che il Consiglio potrebbe supportare l’approccio generale dell’ultima bozza del Regolamento sulla produzione ed etichettatura biologica, in attesa dell’opinione del Parlamento Europeo. L’entrante Presidenza tedesca ha già espresso la sua intenzione a raggiungere un accordo sul tema dopo che sarà disponibile l’opinione del Parlamento Europeo”. La posizione di IFOAM EU Di contro, così recita il comunicato stampa di IFOAM EU uscito subito dopo: “Il gruppo IFOAM EU si rammarica che il Consiglio non abbia mosso gli ulteriori passi necessari a formulare un regolamento più maturo. L’ultima bozza è stata sicuramente un passo avanti rispetto alla proposta originaria. Ma questa veloce decisione ottenuta in extremis alla fine dell’anno (e della presidenza finlandese nda) è avvenuta a scapito di una soluzione ottimale per il settore”. IFOAM EU, infatti, si è sempre opposta all’approvazione di questa bozza del regolamento presentata dalla Commissione prima di tutto per una questione di metodo che ha visto la Commissione lavorare da sola senza cercare la fattiva partecipazione del settore, e poi per una questione di merito su quattro argomenti cruciali: 1.OGM: protezione delle produzioni bio dalla contaminazione, attraverso norme di coesistenza severe ed europee, non definizione di soglie per il bio. 2.Etichettatura e regole di certificazione (uso del logo europeo facoltativo, e possibilità di utilizzare standard privati o nazionali). 3.Protezione del termine “biologico”, anche oltre l’agroalimentare e le produzioni menzionate nella bozza EU. Per esempio in tutto il territorio no-food: cosmesi, tessile, turismo, ecc. 4.Ispezioni. Una chiarificazione sulle implicazioni del Reg 882/2004 (controlli nel settore agro-alimentare) per il biologico, è essenziale prima di continuare la discussione a scatola chiusa. Alcune questioni indicate da IFOAM EU, come altre in precedenza, sono state recepite dalla Commissione: ne è un esempio l’eliminazione dall’ultima bozza degli articoli 20 e 24 che ponevano pesanti restrizioni all’uso dei marchi e degli standard privati. Ciò nonostante, per gli altri temi sul tavolo, non si è voluto riflettere sull’opinione del settore biologico europeo. Innanzitutto la promessa della Commissaria all’Agricoltura Fischer Boel di assicurare una migliore partecipazione dei gruppi di interesse, non si riflette formalmente nel testo del regolamento “approvato”. Inoltre non si capisce ancora come il sistema di certificazione biologico si porrà rispetto al Reg 882/2004, e le ragioni per l’esclusione della ristorazione collettiva e del settore non-food dal regolamento. Il ruolo degli Stati Membri Come si sono comportati i diversi Stati Membri nei confronti della proposta della Commissione e della Presidenza Finlandese? Tutti i vari paesi avevano qualche questione da regolare o da cambiare, ma le più grandi critiche sono giunte in primis dalla Germania e poi dalla Francia che hanno prodotto una loro bozza di revisione di Regolamento poi in parte recepita nell’ultima stesura. All’inizio del Consiglio lo schieramento contro l’approvazione del regolamento era formato da Germania, Francia, Austria, Ungheria e Belgio, comunque non in grado di bloccare l’accordo. Alla fine l’approvazio(Germania e Francia) dall’altra? Cosa c’è e cosa manca nel nuovo testo e quali passi si debbono ancora compiere prima di arrivare alla sua piena approvazione. Cosa si può ancora fare per migliorarlo . E l’Italia? Il Ministro de Castro, prima del Consiglio si era espresso per la tolleranza zero relativamente alla presenza di OGM nel bio, e sulla stessa posizione si erano espressi anche Austria, Ungheria, Belgio e Grecia. Anche questo gruppetto di paesi non era in grado di bloccare il Regolamento. Per placare gli spiriti di questi paesi contrari alla presenza di OGM nel bio (così pochi?) la Commissione ha inserito questa nuova frase nel regolamento: “Nel caso che, lo scopo sia di avere la più bassa presenza possibile di OGM nei prodotti biologici, la soglia di tolleranza ammessa per l’etichettatura (0,9% nda) rappresenta un limite che è esclusivamente associato alla presenza avventizia e tecnicamente inevitabile di OGM”. Quindi il nostro Ministro ha portato a Bruxelles la posizione assunta e condivisa dalla Coalizione italiana Liberi da OGM, sulla tolleranza zero, ma rimanendo alle fonti che abbiamo noi, non si è opposto all’approvazione del regolamento, insieme a Germania, Francia e compagni. Cosa c’è, cosa manca Cosa c’è in sintesi, di nuovo nella bozza di regolamento sul biologico condivisa all’ultimo Consiglio dei Ministri Agricoli, rispetto alla versione originale? • Il logo comunitario obbligatorio. Accompagnato dalla scritta Agricoltura UE, oppure Agricoltura non-UE, se le materie prime provengono al di fuori dell’Unione, ed infine UE/non UE con materie prime miste. • Prodotti trasformati Biologici. Ci sarà solo la categoria al 95% di ingredienti bio in peso sul totale che potrà fregiarsi del temine bio. A percentuali inferiori ci potrà essere solo l’indicazione nella lista degli ingredienti, riportando alla fine la % di materie prime bio sul totale. • La certificazione del biologico legata al regolamento 882/04 sui controlli nell’agro-alimentare (controlli a responsabilità pubblica). Ancora da definire eventuali deroghe per il sistema di controllo biologico. • Limite dello 0,9 % di presenza accidentale ed inevitabile di OGM nei prodotti biologici, come per le produzioni convenzionali. Cosa manca ancora nel regolamento per essere uno strumento più completo e adatto a sostenere al meglio la crescita del movimento e del mercato biologico? • L’inclusione negli scopi del regolamento della ristorazione e la protezione del termine bio nelle produzioni non-food (tessile, cosmesi, ecc.). • Procedure di partecipazione dei gruppi di interesse precise e chiare. • Procedure chiare e trasparenti per la definizione degli allegati delle sostanze ammesse e delle regole attuative. • Una protezione reale e affidabile del settore biologico dalla presenza di OGM. La condotta della Commissione su questo tema è stata molto leggera, imponendo il limite del convenzionale dello 0,9% (limite del tutto politico e non tecnico) ed equiparando di fatto lo 0,9% allo 0 tecnico. Ovvero fino allo 0,9% di OGM tutto OK. Alla base di tutto rimane l’assenza di una normativa europea seria e rigorosa riguardo alla coesistenza che realmente possa garantire la non contaminazione delle produzioni non OGM, allo 0,0 %. I prossimi passi Il Parlamento Europeo deve fornire la sua opinione sulla proposta di revisione del Regolamento, di cui la Commissione e la futura Presidenza tedesca dovranno tenere conto prima della sua approvazione definitiva. Il report del parlamento sarà pronto per il marzo 2007. A tal proposito è stato già approntato un documento di lavoro da parte della parlamentare francese MarieHelene Aubert, nel quale, tra l’altro, si chiede alla Commissione di fornire un piano di sviluppo per le regole attuative del regolamento e su come verranno sviluppati gli allegati. Questo nuovo anno si prospetta comunque molto intenso per il movimento biologico europeo, infatti con questa approvazione formale della revisione del regolamento da parte del Consiglio, la partita non è ancora chiusa. Rimangono ancora ampie parti da sviluppare: dai recepimenti tecnici agli allegati. Il gruppo IFOAM EU si attiverà ampiamente, come ha già fatto in questo ultimo anno per raggiungere buoni risultati con la Presidenza tedesca e il Parlamento Europeo, per giungere all’approvazione di un Regolamento migliore del presente e prepararsi a rispettarlo dal 1°gennaio 2009, quando entrerà in vigore.
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PER L'UE IL BIO PUÒ ESSERE OGM
(in realtà pare che tutto sia stato rinviato, ndr) (fonte il Manifesto, Luca Fazio)
I 25 votano il regolamento che prevede la soglia dello 0,9% transgenico anche per l'agricoltura biologica. L'Italia si oppone ma è sconfitta. Ma la battaglia prosegue
E' tutta una questione di soglie, ma su queste si gioca una buona fetta del futuro del marchio Bio in Europa. La Commissione, la presidenza finlandese e la maggioranza degli Stati membri vogliono equiparare la soglia di inquinamento da organismi geneticamente modificati dell'agricoltura biologica al livello previsto per quella tradizionale, ossia allo 0,9%. Per Italia, Austria, Belgio, Grecia e Ungheria questo è invece il cammino da evitare, semplicemente perché elimina uno degli elementi caratterizzanti dei prodotti Bio: la loro «assoluta» libertà da ogm. Il problema è che secondo il sistema di voto previsto dal Trattato di Nizza i cinque paesi raccolgono 75 voti, ossia 15 in meno della soglia necessaria per formare una minoranza di blocco e imporre quindi un cambiamento di posizioni. E difatti la presidenza finlandese, senza molti successi da vantare nel suo semestre, ha annunciato nella serata di ieri che c'è l'accordo tra i 25 sul nuovo Regolamento per l'agricoltura biologica. Si tratta del testo comunitario chiamato a rinnovare la normativa in vigore dal 1992, epoca in cui gli Ogm non erano certo quello che sono oggi.
Helsinki riconosce che non sono tutti d'accordo, ma dà l'intesa per chiusa e sorride a un risultato buono per rimpolpare il suo magro bilancio. Roma, invece, non demorde. Il ministro dell'Agricoltura Paolo De Castro annuncia infatti una dura battaglia per i prossimi mesi: «Non possiamo accettare per il biologico una soglia di inquinamento da Ogm pari a quella prevista per l'agricoltura tradizionale». Gli spazi di manovra per cambiare le carte in tavolo, insiste il ministro, esistono ancora, tanto nel Parlamento europeo quanto tra gli stessi 25. La Commissione ambiente dell'Eurocamera voterà il nuovo Regolamento a febbraio, poi a marzo toccherà alla plenaria dare il suo parere che però è solo consultivo, non vincolante per i 25. De Castro spera in una posizione diversa e forte del Parlamento a difesa della peculiarità del biologico, in modo da usarla come arma per conquistare in primavera nuovi paesi alla sua causa.
Gli obiettivi dichiarati di questa campagna acquisti sono il Lussemburgo e soprattutto la Spagna (per ovvie ragioni di peso nel voto). Sia il Granducato che Madrid ieri hanno «espresso simpatia per la posizione italiana», assicura il ministro, ma alla fine «hanno accettato quella della presidenza finlandese». De Castro spera di riportarli sui suoi lidi sfruttando proprio il peso politico del voto del Parlamento, sempre che l'Eurocamera si esprima per una differenziazione tra le due soglie, quella del Bio e quella dell'agricoltura tradizionale. Già ieri, durante i negoziati nel consiglio dei ministri dell'agricoltura, la diplomazia italiana e quella austriaca hanno conquistato l'appoggio di Grecia, Belgio e Ungheria.
L'Italia vorrebbe che si mantenesse la soglia attuale, ossia lo zero tecnico (ossia lo zero rilevabile dalla strumentazione, che in realtà equivale a uno 0,1% di contaminazione) mentre Bruxelles vuole imporre lo 0,9% argomentando che una soglia inferiore imporrebbe costi di analisi aggiuntivi per i prodotti Bio e una responsabilità troppo pesante sugli agricoltori. Da parte di Coldiretti, Cia (Confederazione italiana agricoltori), Legambiente e anche delle 40 regioni Ogm free, guidate dalla Toscana, si ricorda invece come l'aumento di vendite per il biologico si debba proprio alla sua completa libertà da modificazioni genetiche. Pur difendendo lo zero tecnico, Roma sarebbe disposta ad accettare anche una soglia di inquinamento intermedia, fa sapere il ministro, l'importante è mantenere due quote diverse e con loro la peculiarità e il richiamo commerciale del biologico.
Se la partita sui prodotti Bio è in salita ma ancora mezza aperta, va invece rilevato il grande smacco subito dalla Commissione nella sua crociata volta ad imporre la coltivazione di Ogm. Bruxelles voleva obbligare l'Austria ad aprire i suoi campi alla coltivazione di un mais geneticamente modificato; i 25 hanno invece votato contro la proposta, con le eccezioni dei paesi paladini del biotech, ossia Gran Bretagna, Svezia, Olanda e Repubblica Ceca. In questa maniera arriva un riconoscimento chiaro e tondo del diritto di un paese a proibire la coltivazione di Ogm.
(come ha stabilito la Corte Costituzionale Italiana, ndr)
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Carissimo Luca Fazio - il Manifesto
ricevo dalla redazione di greenplanet un articolo da te pubblicato sul Manifesto. Invitandoti a una piccola attenzione, in quanto si cita nel pezzo che lo Zero tecnico di presenza di ogm negli alimenti e sementi corrisponderebbe a 0,1%.
Questo è un errore matematico, in quanto se vogliamo garantire l'assenza di ogm l'analisi qualitativa (di presenza / assenza) rileva, per "definizione grammaticale", qualsiasi presenza di ogm negli alimenti, così come nei semi...
E i metodi sono sensibilissimi, in quanto si basano sull'amplificazione e riproduzione dell'ogm rilevato... (basta una sola particella).
Per cui non facciamoci fregare dai "cavilli" delle multinazionali e della Commis(t)ione Europea... 0 (Zero), ovvero nulla, niente... corrisponde solo a zero.
E la presenza di contaminazioni da ogm si rileva facendo bene i controlli e i campionamenti. Più la contaminazione è bassa più e necessario aumentare i campioni di analisi.
L'unica possibilità di garantire i controlli è di fatto la Tolleranza zero, perchè qualsiasi soglia di tolleranza accettata diventerebbe alibi incontrollabile e soprattutto non perseguibile.
Vogliono distruggere il biologico con il cavallo di Troia (col naso lungo e le orecchie d'asino) rappresentato dalle cosiddette "soglie di (in)tolleranza" (tra l'altro, senza etichettature, ben inteso...) contaminando così tutta l'alimentazione mondiale, in particolare quella europea, sino ad oggi ogm free, in quanto gli ogm da noi non si coltivano...
Quello che le multinazionali fanno da decenni con Pesticidi diossina e altre schifezze che ci fanno mangiare a nostra insaputa. Grazie alle soglie di tolleranza
Il Bio è l'alternativa sanitaria che sta conquistando il mondo e può salvare l'umanità dall'avvelenamento dei pesticidi e da quello irreversibile degli ogm.
Difenderemo con i denti la purezza del biologico, nonostante la corruzione arrivata a tutti i livelli...
Anche in mezzo ai "rappresentanti" del mondo del biologico?
Speriamo proprio di no, ma vigiliamo attentamente affinchè ciò non accada
saluti
Prof. Giuseppe Altieri
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