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OGM: L'impossibile coesistenza. La vertenza finisce alla Corte Costituzionale

Contiamo sul vostro appoggio alla Associazione Sementieri Mediterranei (ASSEME) , che è rimasta sola insieme alla Regione Marche per il Ricorso alla Corte Costituzionale contro la Legge 5 sulla Coesistanza con gli OGM. Riferimenti: Associazione Sementieri Mediterranei (Asseme): Dr. Lucconi: tel 06/48905720 - fax 48911441- Cell. 388 – 0487466 Avvocato Carelli: tel 06/ 47825256 cell. 348 - 1419958

OGM: COESISTENZA IMPOSSIBILE... SE NON SUL MERCATO CON PRODOTTI IMPORTATI ( e mi raccomando ... "Ben Etichettati") Giuseppe Altieri, Agroecologo - Agernova Perugia

Sono appena rientrato dal Sana di Bologna dove c'è stata un'importante conferenza sulla cosiddetta "Coesistenza con gli OGM", con particolare riguardo alle ipotesi di coltivazioni OGM in Italia ed Europa. Molti ricercatori hanno portato dati sulle contaminazioni delle coltivazioni tradizionali dovute al polline di OGM. Ad es in Messico con il mais gm seminato inconsapevolmente dai contadini (Prof. Ignacio Chapella, Universita di Berkeley - California), in Giappone con la Colza che ha una diffusione incontrollabile contaminando anche le specie spontanee di infestanti che diventano resistenti al Roundup, con problematiche evidenziatesi anche nel caso di importazione di prodotto finale da lavorare causa la dispersione di semi accidentale durante il trasporto. E in Russia, dove pare che stiano arrivando OGM senza controlli, da quanto ha riferito nel suo intervento una ricercatrice.

La conclusione scientifica è che se vogliamo garantire le filiere 100% OGM Free (Biologiche e tradizionali), non si possono coltivare OGM in Italia o nelle aree ad agricoltura tradizionale europea, tenendo conto inoltre che le contaminazioni possono diventare irreversibili.

Tutto ciò mentre si cominciano ad evidenziare danni tossicologici degli OGM (come riferito dalla dr. Malatesta - Università di Urbino in un recente servizio della RAI 3 Ambiente Italia, con ricerche pubblicate su riviste autorevoli).

Inoltre appare confermata scientificamente la presenza di transgeni nel Latte, nel caso di alimentazione degli animali con OGM (come riferito dalla Prof Sorlini - Università di Mlano), la quale ha accennato inoltre al fatto che le modificazioni genetiche si trasferiscono sia se sono attuate nel DNA che se sono attuate negli altri organelli cellulari, quali i mitocondri. Pare, anzi, che in quest'ultimo caso sia ancora maggiore il flusso genico... contrariamente alla propaganda delle Multinazionali, che dichiararono sicure tali modificazioni rispetto alle possibilità di contaminazione ambientale.

La mia personale preoccupazione riguarda però le affermazioni dei rappresentanti delle associazioni europee di consumatori, i quali nel convegno tenutosi al SANA davano per inevitabile e come se fosse già passata ed autorizzata una coesistenza con le coltivazioni OGM in Italia e in Europa, appellandosi a norme regionali e nazionali di "Coesistenza tra le forme di Agricoltura" che ci dovrebbero garantire una "Contaminazione accettabile"(ricordo che nei prodotti biologici per legge ci dev'essere assenza di OGM, come in molti prodotti Dop -Tipici ecc. e che per avere i fondi comunitari agro-ambientali è vietata in ogni caso la coltivazione di OGM da parte degli agricoltori).

In realtà, le norme europee in materia parlano di coesistenza "sul mercato" e "necessità di leggi (rimandate agli stati membri) atte a garantire le filiere OGM free", che in Europa rappresentano tra l'altro un Diritto Precedente, in quanto il Biologico e l'Agricoltura Tradizionale sono OGM free.

Significato della Recente Sentenza della Corte costituzionale.

Una Recentissima sentenza della Corte Costituzionale, la 150 del 2005, afferma che le Regioni possono legittimamente dichiararsi OGM free alla "produzione agricola", respingendo il ricorso del governo contro la Puglia e le Marche che hanno dichiarato il loro territorio OGM Free. Ciò per garantire le filiere OGM free sul mercato finale, dalla contaminazione irreversibile con le eventuali coltivazioni OGM.

A seguito della sentenza citata, il Ministro per le Politiche agricole Alemanno da un pò di tempo ha iniziato a dichiarare che le Regioni, preparando le norma regionali di coesistenza previste dalla legge governativa n. 5 - 2005, che prevede coesistenza eventuale anche alla produzione (una sorta di contraddizione in termini, ndr), possano in ogni caso dichiararsi OGM free!!

La sentenza (che allego su cui evidenzio il punto 6), basandosi sugli atti presentati dall'Asseme (Associazione Sementieri Mediterranei) parla inoltre esplicitamente di irreversibilità delle contaminazioni con OGM

E' per questo motivo che l'Asseme e la Regione Marche hanno quindi successivamente impugnato la legge 5 - 2005 del governo sulla coesistenza in quanto, chiedendo alle regioni disciplinari e criteri per la coesistenza alle produzioni,non si garantisce la Coesistenza sul mercato.

Oggi L'obiettivo psicologico delle multinazionali è quello di indurre la gente a pensare che ormai tutto è contaminato e che le norme di coesistenza servano a garantirci (che cosa? ...delle contaminazioni accettabili?)

Si perché, se accettassimo le coltivazioni OGM, dovremmo poi accettare per forza delle "soglie di tolleranza"(lasciatemele chiamare di "intolleranza", visto quello che sta succedendo sulle tavole e ai nostri figli...) sia nei semi che nei prodotti biologici e negli altri prodotti oggi OGM free al 100%, che di fatto non esisteranno più a causa del polline delle coltivazioni OGM, che si diffonde per centinaia di chilometri.

In realtà l'Europa è oggi OGM free, anche se si susseguono i tentativi di contaminazione, attraverso sementi illegalmente contenenti OGM, campi cosiddetti sperimentali e semine fraudolente di OGM, sequestrate e distrutte dagli organi preposti al controllo

Insomma, le norme di coesistenza alla produzione hanno in realtà l'obiettivo di aprire agli OGM, eliminando tutta la concorrenza OGM free, l'esatto contrario di quanto affermato da alcuni responsabili dei consumatori nel convegno. Le stesse persone che hanno parlato di successo per i consumatori con le norme di etichettatura degli OGM, quando sappiamo che lo 0,9% di OGM può essere presente (senza etichette!!!) negli alimenti convenzionali, ovviamente non biologici.

In questo modo, attravero le soglie di tolleranza, si consente tra l'altro la non etichettatura di nulla, in quanto è molto difficile dimostrare che si è superata tale soglia. Soprattutto in questo sistema di controlli, dove gli Ist. Zooprofilattici o i Carabinieri trovano una frode e poi interviene l'Ist. Sup di sanità con le sue "controanalisi"...ad esito quasi sempre negativo!

L'etichettatura basata sull'analisi di presenza/assenza (analisi qualitativa) consentirebbe invece una giusta "coesistenza sul mercato" degli OGM importati dai paesi produttori e la possibilità reale di scelta del consumatore.

Ciò riguarda anche i mangimi, ad es. quelli per gli animali biologici dove non è consentito l'impiego di OGM ma si può usare un pò di mangime convenzionale, nel quale è consentita lo 0,9% di OGM senza etichette... come si fa a controllare?

L'analisi qualitativa di presenza/assenza è tra l'altro molto più semplice ed economica e le apparecchiature sono sensibilissime, fino al singolo DNA geneticamente modificato, in quanto l'analisi (PCR) si basa sul riconoscimento del DNA transgenico attraverso enzimi sensibilissimi e sulla sua moltiplicazione, finchè non si "accende la spia" che dichiara la presenza di OGM. Per dire invece quanto OGM c'è in un alimento le cose sono un po' più difficili ...e soggette ad interpretazioni e contestazioni.

la mia personale proposta è ...

- nel caso di ingredienti notoriamente OGM inseriti in un prodotto, questi vanno sempre etichettati, in quanto se ne conosce l'origine.

- nel caso di contaminazioni accidentali degli ingredienti, valutate con l'analisi di presenza /assenza da parte dei produttori o dei controlli le ditte devono citare la dicitura"contiene tracce di OGM".

TROPPO SEMPLICE VERO? Senza parlare dei costi immensi di un sistema di controllo basato sulle soglie di tolleranza... e della logistica necessaria per garantire il doppio mercato. sarebbe una follia!!

Per le sementi invece deve persistere l'attuale divieto assoluto di presenza di OGM. Solo così abbiamo la possibilità di controllare e sequestrare le partite contaminate, (che in ogni caso continuano ad arrivare in Italia...). Tale contaminazione dei semi è di per se colposa o dolosa, in quanto per farvi un esempio, per produrre tutto il seme di mais che serve in Italia bastano 15.000 ha, ovvero una area molto ridotta. Considerando che gli OGM sono coltivati solo in pochi paesi nel mondo e che l'Europa è OGM free, non c'è nessun problema a produrre sementi OGM free, come dichiarato dall'Asseme.

Qualcuno dice che è difficile fare i controlli sulle sementi che arrivano? In realtà quest'anno sono stati agevolmente controllati tutti i lotti. Si fanno dei campioni di 3000 semi (con diversi campioni di analisi per ogni lotto) e quando se ne trova anche uno solo positivo significa che il lotto è contaminato e va sequestrato. Anche se il Giudice Guariniello di Torino ha dichiarato che qualcuno ha nascosto le analisi positive evidenziando solo quelle negative.

In ogni caso però possiamo perseguire le frodi con i Carabinieri ed intervenire. Se ci fosse una soglia di tolleranza sui semi ne saremmo impossibilitati, senza pensare che un seme OGM di mais produce fino a 5.000.000 di granelli di polline che contaminerebbero un bel pò di pannocchie che in ogni caso finirebbero nelle pance degli animali...o dell'uomo.

INSOMMA, COME HA DETTO L'ASSESSORE AGRICOLTURA DELL'EMILIA ROMAGNA alla conclusione del convegno al Sana "E' NECESSARIO RIMANDARE IL DOSSIER A BRUXELLES"... "E FARLA FINITA CON GLI OGM IN AGRICOLTURA IN EUROPA", magari BASANDOCI SUL "COMPARATIVE ASSESMENT", aggiungo io.

COME HA FATTO AD ES. LA NORVEGIA, confrontando gli OGM con le tecniche alternative disponibili, innocue e senza impatto ambientale e sociale, rispetto allo scopo tecnico per cui viene prodotto (o meglio ...spacciato) un OGM.

L'irreverersibile non è ancora inevitabile, anche se la guerra nascosta senza eserciti è in pieno svolgimento. Oramai per conquistare il mondo basta bombardarlo col polline... e armarne le Api.

Speriamo che la Corte Costituzionale a febbraio continui sulla strada intrapresa... altrimenti nel prossimo futuro, ne il governo , ne un referendum potranno più intervenire... ne tantomeno i nostri figli.

APPELLO

A tal proposito lancio un appello a tutte le ditte del biologico e le associazioni di produttori biologici e sindacali agricole al fine di appoggiare in ogni forma la vertenza dell'Asseme e della Regione Marche, contribuendo con i fondi necessari al buon esito finale.
saluti e buon lavoro, Giuseppe Altieri

- Questo è il passo sostanziale della sentenza di cui sopra: (sotto c'è tutta... consiglio la lettura)

6. – Le questioni di costituzionalità sollevate dai due identici ricorsi governativi nei confronti dell'art. 2 di entrambe le leggi regionali impugnate devono essere dichiarate inammissibili in conseguenza di una evidente erronea indicazione delle norme interposte che dovrebbero dimostrare la illegittimità costituzionale di tali disposizioni per violazione dell'art. 117, primo comma, e dell'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.

La direttiva europea 2001/18/CE, adottata ai sensi dell'art. 95 del Trattato che istituisce la Comunità europea al fine del ravvicinamento delle “legislazioni degli Stati membri riguardanti l'immissione deliberata nell'ambiente di OGM ed al fine di garantire il corretto sviluppo dei prodotti industriali che utilizzano OGM” (cfr. “Considerando” n. 7), riguarda sia l'emissione deliberata nell'ambiente degli organismi geneticamente modificati, che la loro immissione in commercio; l'art. 2 della legge della Regione Puglia n. 26 del 2003 e l'art. 2 della legge della Regione Marche n. 5 del 2004 – oggetto del presente giudizio – si riferiscono invece soltanto alla coltivazione di prodotti agricoli o all'allevamento di animali geneticamente modificati.

Peraltro, le norme interposte che, secondo la prospettazione del Governo, sarebbero state specificamente violate dalle disposizioni impugnate – e cioè gli artt. 22 e 23 della direttiva 2001/18/CE e l'art. 25 del d.lgs. n. 224 del 2003 – si riferiscono esclusivamente al commercio degli alimenti contenenti organismi geneticamente modificati. Infatti, sia la direttiva europea, sia il d.lgs. n. 224 del 2003 distinguono nettamente la disciplina della “emissione deliberata di OGM per qualsiasi fine diverso dall'immissione in commercio” da quella concernente la “immissione in commercio di OGM come tali o contenuti in prodotti”. La asserita violazione del primo comma dell'art. 117 Cost. da parte di disposizioni delle leggi regionali impugnate, che riguardano soltanto tipiche forme di emissioni di OGM nei settori dell'agricoltura e della zootecnia, non può dunque conseguire alla violazione di disposizioni che, invece, regolano specificamente il diverso profilo della immissione in commercio di OGM.

Lo stesso riferimento alla presunta violazione da parte delle disposizioni regionali impugnate della competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente viene solo accennata in relazione al presunto contrasto delle discipline in questione con i poteri riconosciuti al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio per l'attuazione delle prescrizioni contenute nella direttiva europea e nella legislazione nazionale, con evidente riferimento, in particolare, ai poteri di cui all'art. 25 del d.lgs. 224 del 2003, relativi appunto alla “clausola di salvaguardia” prevista per “limitare o vietare temporaneamente l'immissione sul mercato, l'uso o la vendita sul territorio nazionale di un OGM, come tale o contenuto in un prodotto”.